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Piano strategico metropolitano

Verso il Piano Strategico 2.0

I lavori del ‘Comitato Promotore Bologna 2021’ e il processo di pianificazione attivato nel 2012 si sono intrecciati con la stagione delle riforme degli enti locali, riavviata nell’estate 2013, che ha portato all’approvazione della legge 56/2014 Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni, nella quale sono state poste le basi per un rilancio del valore della pianificazione strategica a livello nazionale in termini rinnovati: la Città Metropolitana ha come sua primaria funzione la redazione di un piano strategico di valenza triennale con aggiornamenti annuali. Da strumento volontario di governance istituzionale multilivello, il piano strategico si trasforma in atto di indirizzo “per l’esercizio delle funzioni dei comuni e delle unioni dei comuni” (art. 1, comma 44 a) che la Città metropolitana dovrà obbligatoriamente adottare per assicurare “la cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano” (art. 1, comma 2).

La legge statale indica inoltre la valenza triennale con aggiornamenti annuali del piano strategico, lasciando ai singoli statuti delle Città Metropolitane la definizione di cosa questo atto debba contenere e quali tappe seguire per l’approvazione.

Come previsto dallo Statuto il piano strategico della Città Metropolitana di Bologna dovrà definire “gli obiettivi generali, settoriali e trasversali di sviluppo nel medio e lungo termine per l'area metropolitana, individuando le priorità di intervento, le risorse necessarie al loro perseguimento e il metodo di attuazione” (art. 12) senza dimenticare quanto già portato avanti dal Comitato Promotore, ma anzi “avvalendosi dei progetti individuati nel patto concordato il 9 luglio 2013 e nel relativo Piano strategico adottato in via volontaria e consensuale, aggiornando e integrando i contenuti e stabilendo le relative priorità” (art. 43).

 

Il piano strategico della Città Metropolitana di Bologna riparte proprio dall’ascolto dei territori per individuare le future strategie metropolitane che serviranno a costruire un atto federante per lo sviluppo della Città Metropolitana, una visione condivisa propedeutica alla scrittura del piano strategico metropolitano che sarà formalmente approvato, sulla base di un parere del Conferenza metropolitana, dal Consiglio metropolitano.

È stato promosso innanzitutto (da metà gennaio a metà febbraio 2016) un ciclo di eventi pubblici dal titolo “La voce delle Unioni. Sei incontri per raccogliere idee, progetti e proposte per il Piano Strategico metropolitano di Bologna”. I contributi e le riflessioni emersi sono stati fondamentali per definire Le Linee di indirizzo del PSM 2.0 , l’atto politico – presentato nel convegno pubblico “Futuro Metropolitano” il 6 aprile 2016 e approvato dal Consiglio metropolitano l’11 maggio 2016 – che indica obiettivi e fattori trasversali per la nuova stagione della pianificazione strategica metropolitana bolognese: in esso sono descritte le scelte di prospettiva che, in sintonia con gli indirizzi regionali, i Sindaci dell’area metropolitana intendono perseguire nei prossimi anni.
Successivamente, all’inizio del 2017, è proseguito il dialogo con il territorio attraverso una ricognizione delle azioni che la Città metropolitana, le Unioni dei Comuni e il Comune di Bologna stanno compiendo in coerenza con le linee di indirizzo. Sono stati quindi organizzati incontri specifici con le Giunte delle sette Unioni e del Comune di Bologna, che hanno portato all’elaborazione del report Città metropolitana, Unioni e Comune di Bologna: insieme per costruire il PSM 2.0. Resoconto della fase preparatoria .
Inoltre, per rafforzare la costruzione del quadro conoscitivo, attraverso lo studio di numerosi indicatori è stato parallelamente redatto un report su L’area metropolitana bolognese all’interno del sistema nazionale e regionale. Analisi di contesto  che restituisce una fotografia di come si è evoluto negli anni il nostro territorio anche in confronto alle altre Città metropolitane italiane.
Da questo complesso percorso sono emersi i temi e gli obiettivi che danno corpo al Documento preliminare PSM 2.0 , punto di partenza per sviluppare quel confronto con gli enti pubblici e privati essenziale alla definizione del testo definitivo.

Al fine di facilitare questo percorso di interlocuzione per l’elaborazione del PSM 2.0 e la definizione partecipata delle azioni e delle politiche da mettere in campo l’Amministrazione ha deciso di adottare specifiche forme di confronto collaborativo, facendo proprio quanto indicato dallo Statuto della Città metropolitana. Nel marzo 2017 è nato l’Advisory Board composto da alcuni docenti dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e chiamato a supervisionare e validare scientificamente i contenuti del PSM 2.0. Parallelamente è stato istituito il Consiglio di Sviluppo, un tavolo permanente di partecipazione e confronto tra gli attori economici e sociali, le amministrazioni non territoriali e gli amministratori locali.
Nei prossimi mesi il Documento preliminare PSM 2.0  sarà dunque sottoposto a un’importante e intensa attività di consultazione con le Unioni dei Comuni, la Regione, l’Advisory Board e il Consiglio di Sviluppo, al fine di giungere a una redazione condivisa del PSM 2.0.

 
 
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Segreteria Tecnica del Piano Strategico Metropolitano - Comitato Promotore Bologna 2021
segreteriatecnica@psm.bologna.it - tel. 051/659 8835 - 051/659 9222 - 051/659 9223

 
 
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