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Piano strategico metropolitano

Il futuro delle città. La città metropolitana e la pianificazione strategica

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L’istituzione delle Città Metropolitane, con l’approvazione della legge 56/2014 porta la pianificazione strategica a un nuovo, rilevantissimo ruolo. Oltre a diventare, sotto il profilo formale, l’atto di indirizzo per l’azione amministrativa dei nuovi enti, essa ha il compito di dare concretezza e fattibilità a progetti che diano forma al futuro delle città metropolitane. In questo modo i piani strategici diventano gli strumenti essenziali per la programmazione dei fondi dell’Unione Europea 2014-2020, che cerca nelle città e negli agglomerati metropolitani i luoghi a cui destinare rilevanti risorse.
Per questa ragione, e avendo per prima realizzato un piano strategico di dimensione metropolitana, Bologna vuole avviare, assieme alle altre città italiane ed europee, una riflessione mirata a comprendere non solo le differenti ipotesi per gli assetti di governo del futuro ente metropolitano, ma anche le possibili relazioni tra queste e un processo di pianificazione ampio, partecipato e di intervento trasversale.
Il convegno, Il futuro delle città. La città metropolitana e la pianificazione strategica (11 luglio 2014 - MAST), intende rappresentare il punto di partenza per un lavoro di studio e di costruzione amministrativa che, nei prossimi anni, rappresenterà probabilmente la sfida più importante per lo sviluppo del paese.

Ha visto come protagonisti sindaci e autorità istituzionali, esperti nazionali e internazionali, che si sono confrontati sulla legge 56/2014 (c.d. legge Delrio) e, in particolare, sulla prima delle competenze di cui dovranno occuparsi le nascenti città metropolitane: la redazione di un piano strategico quale atto di indirizzo per il nuovo ente. Non è un caso che questo convegno si sia tenuto proprio a Bologna dove per la prima volta a livello metropolitano, si è sperimentata volontariamente questa forma di pianificazione.
Le relazioni iniziali del prof. Luciano Vandelli (Professore ordinario di Diritto amministrativo all’Università di Bologna), del dott. Giovanni Xilo (Esperto di organizzazione della Pubblica Amministrazione nazionale e locale) e del prof. Roberto Camagni (Professore ordinario di Economia Urbana al Politecnico di Milano; membro del Comitato Scientifico del PSM di Bologna) hanno proposto differenti ipotesi per gli assetti di governo del futuro ente metropolitano, sottolineando le possibili relazioni tra queste e un processo di pianificazione ampio, partecipato e di intervento trasversale.
A seguire il dibattito – condotto dal giornalista caporedattore del Corriere di Bologna, Gianmaria Cané – tra i sindaci Virginio Merola (Comune di Bologna), Piero Fassino (Comune di Torino), Marco Doria (Comune di Genova), l’assessore del Comune di Firenze con delega alla Città metropolitana, Giovanni Bettarini, e il Segretario dell’ANCI, Veronica Nicotra che si sono confrontati su come dovrà configurarsi la città metropolitana: quali funzioni dovrà assumere, che tipologia di statuto e i finanziamenti che dovrà ricevere.

La discussione con la Conferenza Stato-Regioni in seno alle funzioni – quali deleghe, cioè, saranno confermate a questo ente e quali rimarranno competenza della Regione – è ancora aperta, ma l’autonomia statutaria permetterà a ciascuna delle 10 città metropolitane di gestire la cosa pubblica, assicurando, da una parte, la specificità di ogni territorio e promuovendo, dall’altra, uno sviluppo e una programmazione efficace del territorio. Così ha ribadito nel suo intervento il Ministro per gli Affari Regionali, Maria Carmela Lanzetta, «stiamo attraversando – ha aggiunto – una fase cruciale per l’Italia in cui stiamo gettando le basi per un nuovo futuro della nostra economia e delle nostre istituzioni. Come ministero siamo molto attenti alla creazione di queste città dove in ognuna di esse vengano esaltate le particolarità dei territori. All’interno di questo quadro assume rilievo l’attuazione della legge Delrio».
Le conclusioni della giornata sono state affidate al Segretario Generale della Presidenza del Consiglio, Mauro Bonaretti, che ha declinato quali opportunità (strumentazione giuridica; risorse economiche e umane; disponibilità tecnologiche) e quali elementi distintivi dovranno avere le città metropolitane, ma, come più volte sottolineato nel suo intervento, la tempestività, la chiarezza di visione nelle strategie e la chiarezza di impianto organizzativo e istituzionale saranno le tre variabili che permetteranno alle Città metropolitane di guardare al futuro.
Nella sessione pomeridiana è stato affrontato il tema della pianificazione strategica quale strumento di governo di un territorio di area vasta. Hanno dato il loro contributo Beatrice Draghetti (Presidente della Provincia e del Comitato Promotore Bologna 2021) che ha spiegato il significato e la natura del Piano Strategico Metropolitano di Bologna; Andrea Gnassi (Sindaco di Rimini) il quale, in qualità di Presidente della Commissione Permanente per le Città Strategiche di ANCI, ha ribadito l’importanza di una visione strategica di lungo periodo per sostenere con decisione i cambiamenti economici e istituzionali in atto.
Questa sessione è stata arricchita dal racconto delle esperienze di pianificazione a Barcellona (Joan Trullen, Presidente della Commissione del Piano Strategico metropolitano di Barcellona); Lione (Karen Mc Cormick, Responsabile della pianificazione strategica territoriale dell’Agenzia di pianificazione per lo sviluppo dell’area metropolitana di Lione); infine, a Praga (Tomáš Ctibor, Direttore del Settore Pianificazione e sviluppo di Praga).

 
 
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