Documento preliminare di Piano: cambiamento climatico e sfida demografica sono i due temi trasversali che guidano le grandi scelte e le progettualità metropolitane
Il nuovo Piano strategico metropolitano-Bologna 2050, avviato lo scorso anno dalla Città metropolitana, d’intesa con il Comune di Bologna e la Regione Emilia-Romagna entra nella fase conclusiva del lavoro che terminerà con l’approvazione a gennaio 2027. Il Documento preliminare di Piano, risultato di un percorso partecipativo avviato nell’estate 2025 con oltre 500 amministratori e amministratrici, tecnici e stakeholder, è stato presentato venerdì scorso a Sindache e Sindaci in Conferenza metropolitana e ai sottoscrittori del Patto metropolitano per il Lavoro e lo Sviluppo Sostenibile.
La fase di confronto si è allargata a tutto il territorio metropolitano con sette incontri che hanno visto la partecipazione di oltre 700 persone e ora prosegue con la rassegna “Impatti” che tratterà i temi centrali del Piano con lectio gratuite e aperte a tutta la comunità (prossimo appuntamento 16 novembre con Luciano Floridi). Il percorso si concluderà con l’approvazione definitiva prevista per gennaio 2027.
Il Piano Strategico Metropolitano (PSM) mantiene il doppio orizzonte temporale (2034 e 2050) individuato all’avvio del percorso per consolidare un modello di crescita sostenibile, inclusiva e resiliente per l’intera area metropolitana.
Dal “Manifesto” presentato pubblicamente a dicembre 2025, articolato in 10 Missioni, il gruppo di lavoro, guidato dal sindaco metropolitano Matteo Lepore, è approdato a una struttura del documento preliminare che individua nella sfida demografica (gestione dell’invecchiamento e attrazione dei giovani talenti) e nella sfida climatica (neutralità carbonica al 2050, mitigazione e adattamento) le chiavi di lettura per ogni futura scelta di governo del territorio.
A partire dalle due sfide il nuovo PSM si articola in cinque Grandi Scelte articolate in Indirizzi Strategici e Progettualità metropolitane e individua due fattori abilitanti del cambiamento: il riordino territoriale, accompagnato da un rinnovato protagonismo degli enti territoriali locali, e il ruolo delle società partecipate.
Questi i punti principali trattati:
- Adattamento climatico e sicurezza: redazione del primo Piano Clima metropolitano; un piano di riforestazione metropolitano e valorizzazione delle infrastrutture verdi e blu, deimpermeabilizzazione dei suoli; e importanti interventi strutturali post-alluvione, tra cui la realizzazione della galleria scolmatrice del torrente Ravone a Bologna e la ricostruzione del ponte della Motta a Budrio, aumentare la sicurezza sulla Val di Zena. Questione energetica e giustizia climatica; una nuova Protezione Civile metropolitana come struttura di coordinamento permanente.
- Mobilità sostenibile e città dei 15 minuti: potenziamento della rete del Trasporto Pubblico Metropolitano (rafforzamento della rete portante con l’integrazione delle quattro linee tranviarie, potenziamento del Servizio Ferroviario Metropolitano-SFM con treni frequenti e linee passanti e della rete dei corridoi Metrobus). Completamento della Bicipolitana (979 km di rete quotidiana) per connettere i territori e realizzazione di 30 Centri di Mobilità come nodi di interscambio multimodale e poli di rigenerazione urbana. Il piano assume gli obiettivi del PUMS e punta a ridurre del 40% le emissioni di gas serra derivanti dal traffico entro il 2030, portando l’utilizzo dell’auto privata al 41% (dal 57% del 2016) e incrementando il trasporto pubblico (19%) e la mobilità ciclabile (14%). Città metropolitana dei 15 minuti: un modello policentrico che avvicina le abitazioni ai servizi essenziali (lavoro, studio, cura, commercio) sfruttando la prossimità e riducendo gli spostamenti non desiderati. Attraverso l’integrazione tariffaria il piano mira a introdurre un biglietto metropolitano unico per tutti i 55 comuni. Il nuovo PSM propone poi la nascita di un Osservatorio metropolitano della mobilità e del clima, alimentato dalle capacità di calcolo del Tecnopolo DAMA, e definisce strategie per l’introduzione graduale della guida autonoma. Quadruplicamento della linea Bologna – Castel Bolognese Riolo Terme; nascita del Fondo Metropolitano per la Mobilità.
- L’abitare come infrastruttura sociale: un nuovo Programma metropolitano dell’abitare per affrontare il caro-case prevedendo nuove misure per l’edilizia residenziale sociale, il diritto allo studio (con l’obiettivo di incrementare significativamente i posti letto per studenti) e alloggi dedicati al personale sanitario. Il piano definisce l’alloggio come un’infrastruttura sociale indispensabile — al pari dei trasporti e della sanità — per garantire coesione sociale, attrattività e stabilità nel lungo periodo. Il piano concentra l’attenzione sul rapporto tra dinamiche demografiche, attrattività territoriale e accessibilità abitativa, con particolare riferimento alla capacità del territorio di attrarre e trattenere le giovani generazioni e, più in generale, le persone che vi studiano e vi lavorano. Per questo definisce un piano d’azione per aumentare la copertura dei posti letto per studenti fuori sede (puntando al target europeo del 20-30%) anche attraverso la creazione di un Campus internazionale modello Cité Universitaire nel TEK District e la creazione di condizioni per gli alloggi accessibili per il personale sanitario, importante per la tenuta del sistema sanitario territoriale. Inquadra le politiche abitative nella riqualificazione del patrimonio dismesso e nello sblocco degli alloggi sfitti, promuove l’abitare indipendente per fasce vulnerabili, guidando gli interventi tramite l’Atlante metropolitano casa-servizi-mobilità.
- Un sistema territoriale della salute fondato sui determinanti sociali, economici e ambientali, adottando l’approccio “Salute in tutte le politiche”. Integra il modello “One Health”, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, animale ed ecosistemica nella prevenzione dei rischi. Rafforza la sanità di prossimità e la prevenzione territoriale attraverso le Case e gli Ospedali di Comunità, le cure domiciliari e l’integrazione sociosanitaria. Introduce una piattaforma dinamica e interoperabile dei dati, supportata dalle capacità di calcolo del Tecnopolo DAMA, per una programmazione basata su analisi predittive. Collega lo sviluppo della cura alla rigenerazione urbana tramite il progetto “Città della Salute”. Mira a ridurre le disuguaglianze e a contrastare le vulnerabilità sociali attraverso un welfare inclusivo, comunitario e attento alle esigenze delle giovani generazioni.
- Ricerca, innovazione e Tecnopolo DAMA: il PSM valorizza l’ecosistema del Tecnopolo DAMA e la rigenerazione del TEK District per posizionare Bologna come hub europeo di riferimento per l’intelligenza artificiale, la ricerca avanzata i big data e l’innovazione democratica. La rigenerazione del TEK District prevede la riqualificazione di 277 ettari (via Stalingrado) integrando investimenti pubblici e privati per creare un distretto tecnologico, fieristico, sportivo e universitario all’insegna della sostenibilità. Il PSM promuove un’alternativa etica e pubblica all’uso dell’IA dominata dai giganti tecnologici, sviluppando centri di ricerca per il bene comune e piattaforme integrate (come il Civic Digital Twin) al servizio delle persone.
Il Piano promuove e consolida la scelta strategica di Bologna “Città della Conoscenza” ed individua progettualità per le generazioni future, per il rafforzamento del sistema economico e la promozione di una la politica industriale territoriale per accompagnare la manifattura nella transizione tecnologica e generazionale, per le competenze ed il lavoro di qualità. Il programma “Bologna ti sostiene” a supporto dei lavoratori in difficoltà economica, colpiti dall’aumento del costo della vita e dalla stagnazione dei salari, promosso da Comune e Città metropolitana insieme alle Organizzazioni Sindacali. Infine il PSM promuove un Patto per un’agricoltura metropolitana: collaborazione tra istituzioni, imprese, ricerca e cittadinanza per valorizzare le specificità di Pianura, Collina e Montagna attraverso politiche differenziate e sostenibili, capaci di superare le logiche di concentrazione e promuovere un equilibrio territoriale più equo.
“Questo è il primo Piano strategico scritto insieme alla Regione con la quale abbiamo avviato un confronto anche sul riordino istituzionale, sulla nuova legge regionale urbanistica e sul futuro ruolo della Regione – ha sottolineato il sindaco metropolitano Matteo Lepore in Conferenza metropolitana –. Il Tavolo di confronto aperto tra Città metropolitana, Regione e Comuni sul PSM va colto come opportunità per ampliare la discussione anche al contesto europeo. È importante concentrarsi in particolare sulle nuove modalità di distribuzione delle risorse europee ai territori. In questa prospettiva il PSM è quindi l’occasione per avviare un dialogo costruttivo tra livelli istituzionali, per condividere criteri e strategie comuni.
Il Piano strategico metropolitano Bologna 2050 ci permette di affrontare insieme le grandi trasformazioni che attendono il nostro territorio. Cambiamento climatico e sfida demografica devono guidare le scelte dei prossimi anni, con obiettivi concreti e responsabilità condivise tra i 55 Comuni. È il risultato di 6 mesi di lavoro di consultazione e confronto che hanno portato all’individuazione di progettualità che rappresentano precise assunzioni di responsabilità.
Dobbiamo rafforzare la sicurezza del territorio, prevenire i rischi legati agli eventi climatici estremi, investire nel verde e nella tutela del suolo. Allo stesso tempo, vogliamo una mobilità più efficiente e accessibile, con treni più frequenti, linee passanti e un biglietto unico metropolitano.
La casa è un’altra priorità: servono più alloggi accessibili ed edilizia residenziale sociale per rispondere al caro-affitti, sostenere chi lavora e offrire opportunità ai giovani. Vogliamo infine valorizzare la ricerca, il Tecnopolo DAMA e il TEK District, creando lavoro di qualità e opportunità per le nuove generazioni. La forza di Bologna metropolitana sta nella capacità di progettare insieme il futuro, mettendo al centro le persone e la qualità della vita”.