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Eventi

WORLD CAFE' 22 maggio 2014

Momento partecipativo e propostiivo di riflessione collettiva a partire dalle sollecitazione del convegno del 27 marzo.

 

 

BOLOGNA CONSUMI RESPONSABILI - 27 marzo 2014

 

Nell’ambito del progetto “Bologna Consumi Responsabili”, uno dei 66 progetti del PSM, lo scorso 27 marzo, si è svolta una giornata di studi dal titolo omonimo, presso l’Aula Giorgio Prodi, in Piazza S. Giovanni in Monte. Tale progetto intende avviare percorsi di promozione e attivazione al consumo responsabile e a stili di vita sostenibili, nel tentativo di puntare a un nuovo modello socio-culturale ed economico, che riporti al centro il valore delle relazioni e la condivisione dei beni comuni. A introdurlo: la Presidente Beatrice Draghetti e Dino Cocchianella, rispettivamente per la Provincia e per il Comune di Bologna, Graziella Giovannini e Roberta Paltrinieri, rispettivamente membro del Comitato Scientifico del PSM e coordinatrice del progetto.
La società di oggi, frenetica e consumista, ha bisogno di trovare delle soluzioni alla crisi economica, sociale e culturale che l’ha travolta; ma il cambiamento è possibile solo con il coinvolgimento diretto delle comunità di cittadini. Gli interventi della mattinata hanno tentato di restituire l’essenza di queste problematiche e di dare dei volti concreti a tale trasformazione, già in atto, ma ancora non sufficiente.
“Manifesto della felicità” è il titolo del libro presentato dal prof. Stefano Bartolini, in cui vengono indagate le ragioni che hanno diffuso malessere e infelicità nella società moderna occidentale, indicando, al contempo, le strade per passare dalla società del ben-avere a quella del ben-essere.
Una di queste, già praticata in larga misura, è il commercio equo e solidale, di cui ha parlato Paolo Palomba, di CTM AltroMercato, un movimento che promuove il consumo responsabile, la finanza etica, la responsabilità sociale delle imprese e il rispetto dell’ambiente. Di iniziative di consumo sostenibile, che preservano le risorse ambientali e garantiscono le pari opportunità, si occupa anche Ervet, che ha recentemente creato una Mappa del Consumo Sostenibile in un’APP per smartphone, che guida il consumatore in più di 2.000 punti mappati (mercati contadini, gruppi di acquisti solidali, distributori del latte, vendita km0, …), presentata da Marco Ottolenghi.
Un segnale positivo è stato lanciato da Thomas Casadei, che ha informato che è in corso la riflessione su una proposta di legge regionale, in cui sono state individuate le principali azioni da intraprendere per passare dall’economia della crescita a quella del ben-essere.
La mattinata è stata chiusa da un ospite internazionale, Jean Eigeman, che ha raccontato l’esperienza olandese della GDO: un reticolo di associazioni cittadini, nato per aumentare l’interesse pubblico su questi temi, sulla base dei concetti di responsabilità collettiva, capitale sociale e cittadinanza attiva come risorsa. Nello specifico, Bologna deve rivalorizzare il territorio e ritrovare una nuova relazione tra Regione e Città: la sfida consiste nel ragionare con una visione non più meccanica, ma organica, ossia ritrovare l’identità sostenibile del territorio metropolitano.
Nella sessione pomeridiana, durante la prima tavola rotonda, si è discusso delle ricadute del consumo responsabile sul mercato: Conad e Coop Adriatica hanno raccontato i loro progetti, dimostrando che anche nella grande distribuzione è possibile adottare scelte di consumo solidale e eticamente sostenibile. Last Minute Market, con il recupero di ciò che nel ciclo del mercato andrebbe sprecato, opera sul territorio per ridare valore al cibo e per promuovere l’educazione alimentare nelle scuole. Della promozione della responsabilità sociale d’impresa, limitata non solo alla produzione ma anche all’impatto del prodotto sui consumatori, e dello sviluppo sostenibile si occupa Impronta Etica, diffondendo un modello di economia circolare, che pone il benessere del consumatore al centro delle scelte di mercato. In questo contesto, l’agricoltura – ha spiegato Fabio Falleni, referente del progetto del PSM “Agricoltura metropolitana” – riacquisisce un’importanza economica, ambientale e sociale.
Il prof. Leonardi Setti ha presentato il ruolo che possono avere le Comunità Solari Locali, un esempio concreto di sussidiarietà locale e circolare, all’interno di una società che considera l’energia come bene comune e limitato, da consumare consapevolmente. Infine, ha preso la parola Nico Benetazzo, di Aress, un’agenzia assicurativa che opera sul territorio nel rispetto dei principi di solidarietà, cooperazione, condivisione, rispetto delle persone e dell’ambiente.
La seconda tavola rotonda ha avuto come protagonisti i rappresentanti di alcune Associazioni di volontariato bolognesi: Ancescao ha riportato il successo degli orti bolognesi, dal punto di vista non solo economico, ma anche dell’inclusione sociale. Centro Antartide, a sostegno di una “Bologna-capitale del senso civico”, ha ricordato che sono stati artefici, assieme al Comune di Bologna, della recente elaborazione del “Regolamento sulle Collaborazione tra Cittadini e Amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni”. Itacà è un soggetto attivo nel territorio sul fronte del turismo responsabile, legato ai temi dello sviluppo, della cultura, della giustizia, del consumo di suolo. Volabò nasce e opera in città con lo scopo di sostenere e qualificare il Volontariato e la cultura della solidarietà sul territorio provinciale attraverso servizi gratuiti per le Organizzazioni di Volontariato. Infine Zanardi BioSocial ha presentato un progetto in Zona Roveri, su un terreno di proprietà comunale, che ha l’obiettivo, da un lato, di riavvicinare l’agricoltura alla città con la produzione di prodotti alimentari e, dall’altro, attraverso al realizzazione di una cucina, di recuperare degli scarti dell’agricoltura nella produzione di circa 150 pasti.
In conclusione, il proliferare delle esperienze, alcune delle quali riportate nel corso della giornata, dimostra la presenza di un terreno fertile e maturo per intraprendere scelte che facciano davvero di Bologna una città responsabile, attenta e consapevole che il cambiamento è non solo auspicabile, ma realmente possibile.